lunedì 13 gennaio 2014

Non mi piace cucinare

Mi presento: sono La Rouge, ho 27 anni, sono psicologa, sono sposata e… non mi piace cucinare! Da sempre per me cucinare è stata un’attività stressante, ricordo che fino a qualche anno fa, quando ero ancora figlia e non moglie, se mi ritrovavo sola a casa, il massimo che facevo per nutrirmi era prepararmi una di quelle buste di zuppe o risotti disidratati, per cui bastava versare la busta nell’acqua, portare a bollore e mescolare di tanto in tanto. Ecco, quella per me era già un’attività stressante (stare davanti ai fornelli? Che palle!)! Poi sono andata a semi-convivere con colui che ora è mio marito (semi-convivere perché durante la settimana stavamo insieme nella città in cui lavora, nei w/e ognuno dai suoi) e lì ho dovuto darmi da fare: non potevo mica farlo sopravvivere di buste! Fortunatamente Lui è molto bravo in cucina e anche nella presentazione dei piatti, per cui mi è servito da stimolo per fare sempre di meglio. Ma in una cosa non è riuscito, a farmelo piacere!
C’è invece da dire che mangiare mi piace molto e sono una persona che ama sperimentare di tutto, in qualsiasi parte del mondo io mi trova.  Quando io e Lui viaggiamo, mangiamo quasi esclusivamente pietanze locali. Che viaggio sarebbe senza assaporare la cucina del luogo? E così poi, tornati a casa, accade che ci ritroviamo spesso a voler cucinare certe ricette, o a cercare ristoranti tipici di altri paesi pur non spostandoci che di pochi km.
Quindi, tornando a noi, mi piace mangiare, ma non mi piace cucinare, come coniugare le due cose?  Io ho delle regole tutte mie che mi permettono di mangiare bene e di cucinare anche cose sfiziose senza, però, sforzarmi troppo!
Quando devo cucinare, tre sono le mie regole ferree che non ho, se non in occasioni speciali, assoluta intenzione di disattendere:
  1.       Mai ricette che richiedano più di mezz’ora di preparazione;
  2.       Mai ricette che richiedano una preparazione complicata;
  3.       Mai ricette che richiedano troppi ingredienti o ingredienti difficili da reperire.
In più, altra cosa che non mi piace per niente fare è mettere le mani nel cibo, quindi via dal mio carnet di ricette anche tutte quelle che richiedano nella preparazione l’atto d’impastare.
Lo so, tanta gente mi dice che sono esagerata, che cucinare è bellissimo, che certe cose dovrei farle perché si devono fare, ma se a me non piace cucinare perché dovrei farmelo piacere per forza? Non plasmo me stessa sulle esigenze della cucina, è la cucina che si plasma sulle mie esigenze!
Ma allora vi starete probabilmente chiedendo, perché se non ti piace cucinare apri un blog di ricette? Questa è la mia risposta: già da qualche tempo pensavo di dover appuntare ciò che vado cucinando in una specie di diario, un quaderno o che so io, perché le ricette me le invento lì per lì, con quello che mi ritrovo in casa, ragion per cui difficilmente cucino uno stesso piatto più di una volta e, quando mi capita di avere nel frigo gli stessi ingredienti di qualche tempo prima, ricordo di averne fatto qualcosa di buono, ma non ricordo come! Così mi ritrovo a preparare qualcosa di diverso, che poi mi piace e poi ancora dimentico, e mi ritrovo in un circolo vizioso. Ma considerato che, più dell’idea di un quaderno di carta scritto a mano, mi piaceva quella di condividere queste ricette con qualcun altro, ho pensato “sarò mica l’unica a non amare i fornelli? Io dico di no!” e così ho deciso di scriverle online. Il modo più semplice mi è sembrato quello di aprire un blog, che non abbia, però, la pretesa di essere un blog come lo si intende oggi, con gente fissatissima che, solo per il fatto che ha scritto una ricetta o ha recensito questo o quel prodotto, si sente un/a blogger affermato/a sulla cresta dell’onda (lungi da me sentirmi una blogger!), piuttosto che sia, invece, più simile a un diario virtuale condiviso, dove ritrovarsi con persone che hanno la mia stessa non-passione, dove postare ricette che siano funzionali al nutrimento, alla soddisfazione del palato e alla riduzione ai minimi termini dello stress da fornello.
Non metto in dubbio che le mie ricette potrebbero non essere gradite a coloro che, per lavoro o per passione, fanno dell’alta cucina la loro religione, perché troppo spartane e con poca attenzione a certi dettagli, ma io non sono qui per scrivere il solito blog di cucina, bensì con la speranza di dare consigli e ricette alla buona a chi, come me, non ama cucinare!


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